CARTONE CARÈGA DEL DIAVOLO

Un’elegante scatola nera che contiene un vino con una storia che affonda le proprie radici nel folklore euganeo. Il nome e l’etichetta sono legati alla leggenda della “Carèga del Diavolo”, irto sperone di roccia a forma di sedia (carèga, in veneto) presente sui colli di Baone, da cui lo spirito del male (il diavolo) si dicesse abbagliasse con il suo specchio i malcapitati visitatori.

CARTONE LA FONTE DELLE MÙNEGHE

Un’elegante scatola nera che contiene un vino il cui nome e l’etichetta sono legati alla leggenda euganea di una fonte situata nel bosco silenzioso sotto il convento abbandonato della Salarola. Secondo questa leggenda, tre monache (in veneto mùneghe), scesero per prendere l’acqua, annegarono nella fonte per non cedere alle lusinghe del misterioso tentatore che le abbagliava dallo sperone di roccia detto "Carèga del Diavolo".

CARTONE LA SCAJÀRA

Un’elegante scatola nera che contiene uno tra i vini maggiormente caratteristici delle colline di Baone. La Scajàra di Cà Salarola è prodotta da uve proprie e selezionate come Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, a cui deve il suo colore ed il profumo tipico, caratteristico e persistente. Il nome di questo vino trae origine dai sentieri su fondo roccioso, quasi a scaglie, tipici del territorio in cui viene coltivato, i Colli Euganei.

CARTONE LO SPIZÈNGO

Un’elegante scatola nera che contiene un vino il cui nome, in Veneto, significa “il delicato”, ha con sè il colore caldo di suggestivi tramonti contemplati dai Colli Euganei, ed il profumo fruttato dei suoi dolci pendii, ricchi di boschi, vigneti, oliveti, borghi, rocche, castelli, e luoghi di preghiera come eremi e conventi. L’etichetta dello Spizèngo di Cà Salarola è un tributo alla delicatezza delle terre di Baone e dei colli eugenei, su di essa è raffigurato un fiore tipico che sboccia in primavera nel territorio.

CARTONE IL TIMONÈO

Un’elegante scatola rossa che contiene un vino con una storia che affonda le proprie radici nel medioevo euganeo, il nome infatti trae origine dalla carrozza “timonella”, con la quale, in passato, i viticoltori si spostavano per i Colli Euganei, per vendere il proprio vino da una botte posta su un carretto.